Marmolada, messa in sicurezza la zona in cui ci sono i resti del rifugio Pian dei Fiacconi. "Ora è fruibile dagli escursionisti"
La società Funivie Fedaia Marmolada, in questi giorni, ha effettuato un significativo lavoro di pulizia e messa in sicurezza dell’area colpita dalla valanga dello scorso dicembre, garantendo agli ospiti che scelgono gli itinerari sulla Regina delle Dolomiti di muoversi in tranquillità

CANAZEI. Dopo la tristissima vicenda del pomeriggio del 14 dicembre 2020, quando un fronte nevoso di 600 metri ha travolto il rifugio Pian dei Fiacconi distruggendolo completamente (qui articolo), finalmente la zona in cui si trovava la struttura è sicura e ben fruibile dagli escursionisti.
Questo grazie al lavoro svolto, nell’ultimo periodo, dalla società Funivie Fedaia Marmolada che si è dedicata alla pulizia di parte dei resti delle strutture. Il 6 agosto, durante una conferenza stampa ai 2626 metri di Pian dei Fiacconi, Alex Mahlknecht, della famiglia titolare della società d’impianti della Marmolada, ha mostrato ai giornalisti presenti quanto realizzato per il decoro della località, mentre un elicottero ultimava la quindicina di voli necessari a portare a valle quasi 30 metri cubi di macerie “leggere”.

A inizio estate, con lo scioglimento della neve, si sono infatti manifestati chiaramente i gravi danni subiti, in seguito all’enorme distacco dalla parete Nord della Marmolada di masse d’aria e nevosa, dalla stazione a monte della cestovia (dismessa a settembre 2019 per fine vita tecnica) e dal Rifugio Pian dei Fiacconi.
"Siamo saliti sin da metà dicembre più volte - ha spiegato Alex Mahlknecht - per ancorare le funi dell’impianto, togliere il contrappeso e delimitare l’area per la sicurezza egli escursionisti. In seguito alle frequenti nevicate di quest’inverno, abbiamo sempre monitorato l’area. Il 2 giugno scorso abbiamo montato transenne da cantiere con la cartellonistica che segnala il pericolo e due settimane fa le abbiamo posizionate ancor meglio. In quest’ultimo mese abbiamo raccolto quasi 30 metri cubi di materiali e macerie, sia dell’impianto, sia del rifugio".
"Invece per smantellare quel che resta della stazione a monte della cestovia - continua - sarà necessaria una teleferica, da installare, possibilmente, con l’avvio dei lavori di realizzazione del nuovo impianto, di cui però non è ancora possibile ipotizzare le tempistiche dato che mancano alcune autorizzazioni". Per i Mahlknecht, che hanno sostenuto i costi del ripristino dell’area effettuato finora, è importante che gli escursionisti che scelgono gli itinerari della Marmolada e raggiungono Pian dei Fiacconi godano dello splendido panorama sui gruppi del Sassolungo e del Sella (solo per citarne alcuni che si ammirano da lassù) e avvertano la cura del territorio, nonostante la presenza dei resti del recente fenomeno valanghivo.

L’impegno delle Funivie Fedaia Marmolada è stato sottolineato anche da Elisa Maccagni, presidente del Consorzio Impianti a fune Val di Fassa e Carezza nonché vicepresidente dell’Apt Val di Fassa: "Abbiamo avuto modo di ringraziare, nell’assemblea del Consorzio di fine luglio, la famiglia Mahlknecht per questo significativo intervento di pulizia che mostra attenzione verso la Marmolada, una montagna dalla valenza iconica per l’intero arco dolomitico, in particolare per la Val di Fassa".












